21 Dicembre 2012: dalle profezie degli indiani Hopi fino ai Maya, dagli algoritimi informatici ai web bot


L’uomo è sempre stato affascinato e intimorito dal mistero del proprio futuro. La consapevolezza di non poter conoscere gli eventi futuri e di non poterli controllare, ha spinto gli uomini, sin dall’antichità, a escogitare i sistemi più disparati per gettare un pò di luce sulla dimensione ignota rappresentata dal futuro. Astrologi, maghi, cartomanti e indovini, hanno prosperato nel corso della storia, sul desiderio dell’uomo di conoscere il proprio destino.
Ora, all’inizio del terzo millennio, una risposta potrebbe arrivare dall’informatica. E’ possibile concepire un software capace di svelare gli eventi futuri che attendono l’umanità? E’ quello che si propone di fare il “Web Bot”.

Il “Web Bot” è un programma informatico capace di prevedere il futuro con una certa precisione. Viene definito “programma profetico” e utilizza le informazioni reperite in internet. Il software fu sviluppato nel 1997 da due informatici, Clif High e George Ure, e inizialmente il suo scopo principale era quello di anticipare gli andamenti della borsa. All’epoca, c’erano diversi programmi che facevano la stessa cosa, ma a High non interessava semplicemente misurare i movimenti, voleva prevederli!
Nel 2001, i due programmatori cominciarono a rendersi conto che la loro creatura era in grado di prevedere non solo gli andamenti del mercato azionario, ma di compiere previsioni anche in altri campi. Una delle prime previsioni accurate del programma ebbe luogo nel giugno del 2001. Il programma previde un evento che sarebbe avvenuto entro 60-90 giorni dalla previsione e che sarebbe stato causa di una grande sconvolgimento mondiale. L’11 settembre del 2001, ci fù il terribile attentato al World Trade Center, evento che molti associarono alla previsione ottenuta con il Web Bot.
Il software previde anche il terribile terremoto del 2004 nell’Oceano Indiano che generò il distruttivo tsunami che devastò parti delle regioni costiere dell’Indonesia, dello Sri Lanka, dell’India, della Thailandia, della Birmania, del Bangladesh, delle Maldive giungendo a colpire le coste della Somalia e del Kenya. Anche due eventi fondamentali accaduti nel 2008 furono previsti da questo straordinario software: l’Uragano Katrina, uno dei cinque più gravi uragani della storia degli Stati Uniti e la crisi finanziaria generata dal collasso dei mutui subprime.
Ma come funzione il Web Bot?
I creatori del Web Bot non spiegano nel dettaglio come funziona il software, ma sappiamo che si basano su una serie di complessi algoritmi e programmi operativi che monitorano continuamente tutti gli articoli pubblicati in rete, blog e altre forme di dialogo sul web. Ad ogni parola viene assegnato un valore numerico che corrisponde a determinate specifiche come il tempo, l’impatto, l’immediatezza e l’intensità. Il software usa una tecnica chiamata “Analisi Asimmetrica dei Trend di Linguaggio” che genera una lista di previsioni. Quindi, si analizza la lista per individuare degli schemi ricorrenti. E’ un pò come attingere dalla mente dell’alveare, la coscienza collettiva di tutti gli utenti di internet.
“I Web Bot sono come ragni, agenti o inviati”, spiega Mel Fabregas, uno dei maggiori esperti di Web Bot. “Vagano per la rete e esaminano le conversazioni in corso tra gli utenti in tutto il mondo e in tutte le lingue esistenti e, dopo averlo fatto per 100, 200 milioni di volte, portano indietro delle parole, riducendo queste conversazioni alla loro essenza, un pò come il minimo comune denominatore delle frazioni”.
Che tipo di eventi il Web Bot è in grado di prevedere?
Secondo Fabregas, quando nel giugno del 2001 furono previsti gli eventi dell’11 settembre, il Web Bot ha cominciato a tirare fuori parole come “edifici”, “aerei”, “catastrofe globale”. Dopo qualche settimana, la previsione si è rivelata esatta. Nel 2004, le parole raccolte dal Web Bot sono state: “acque montanti”, “Pacifico”, “Terremoto”, “Trecentomila morti”. Lo tsunami di Sumatra ha ucciso 273 mila persone, lasciandosi dietro migliaia di dispersi.
Cosa dice il Web Bot sul dicembre del 2012?
“Molti gruppi parlano del 2012 e delle profezie Hopi. Secondo i Maya, il loro calendario termina il 21 dicembre del 2012. Ebbene, gli osservatori a distanza non riescono a vedere oltre quel punto”, continua Fabregas. Il Web Bot ha un buco nei dati tra il 21 dicembre 2012 e il maggio 2013. E’ un grafico che va su e poi va giù, quasi a precipizio e non riusciamo a capire cosa succede in quel periodo”.
Il Web Bot non riesce a trovare nessuna informazione su quel periodo, come se ci fosse un buco, non riuscendo a trovare nulla tra queste due date. “Forse avremo uno spostamento dei poli”, azzarda Fabregas. “Oppure un brillamento solare molto intenso che ci riporterà ad un’epoca pre-elettronica. In verità, non lo sappiamo. Quello che posso dire, è che le profezie parlano dell’inizio di una nuova era. Il Web Bot afferma in modo esplicito che tutto comincerà con una catastrofe, senza svelarne la natura. Ci sarà un cataclisma. Secondo il Web Bot, la vita che conosciamo non sarà più la stessa”.
Sono affidabili le previsioni del Web Bot?
Ma quanto è affidabile un simile procedimento? Più che andare a scavare nell’inconscio collettivo della gente, il Web Bot sembra piuttosto raccogliere informazioni disparate, delle semplici opinioni agli studi scientifici, per poi tirarne fuori una media. Questa soluzione sembra accettabile per quanto riguarda l’andamento dell’ordine sociale e dell’economia. Forse, però, quando ci si avventura in previsioni che riguardano fenomeni naturali quali i terremoti o gli uragani, si entra nel mondo dell’azzardo e dell’imponderabile.
Di fatto, in alcune previsioni ottenute nel 2011, le parole tirate fuori dal Web Bot sono state: “stiamo entrando in un periodo molto difficile”, “disaccordo tra scienziati sull’attività solare”, “terremoti”, “aumento dei prezzi dei prodotti alimentari”, “disoccupazione”, “crisi del dollaro”, “Cina”. E’ difficile non notare un parallelismo con gli eventi che stiamo vivendo in questa parte finale del 2012. Forse tra le predizioni più inquietanti c’è quella che riguarda lo scoppio della Terza Guerra Mondiale, che ci auguriamo con tutto il cuore sia sbagliata. Credo che per l’umanità, sia più significativo affrontare le difficoltà di un cataclisma naturale, piuttosto che essere la causa del suo stesso male! Almeno il Navigatore pensa così!
di Aldo L.
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