LA LUNA SAREBBE STATA ORIGINATA DA UN ESPLOSIONE ATOMICA NEL NUCLEO DELLA TERRA

L'origine della Luna è ancora molto dibattuta tra i ricercatori. La teoria standard è detta 'Ipotesi del grande impatto' e suppone che all'inizio della storia del Sistema Solare, un oggetto massiccio abbia impattato contro la Terra, dividendola in due parti. La parte più piccola si sarebbe poi condensata in quella che oggi chiamiamo 'Luna'.


Il giorno che la Terra esplose! Sembra essere il titolo di un catastrofico film di fantascienza, ma è la conclusione di una teoria controversa proposta in uno studio on-line da Rob De Meijer, dell’Università del Western Cape in Sud Africa, e Wim Van Westrenen, della VU University di Amsterdam.

Secondo i due ricercatori, la Luna è il risultato di un gigantesco getto di materia scagliata in orbita da una massiccia esplosione nucleare originatasi tra il nucleo e il mantello della Terra.

Secondo i calcoli, l’esplosione sarebbe stata equivalente alla detonazione di 40 bombe nucleari. Van Westrenen crede che l’evento catastrofico sia avvenuto circa 4 miliardi e mezzo di anni fa e potrebbe rispondere alla domanda ancora molto dibattuta sull’origine del nostro satellite.

Alcuni scienziati concordano sul fatto che un’esplosione nucleare possa essere l’unico fenomeno a produrre l’energia necessaria a scagliare in orbita una quantità di materia pari a quella della Luna. Ma la teoria dei due scienziati regge ad un esame più dettagliato? E se i due avessero ragione, un evento del genere potrebbe ripetersi in futuro?

L’origine della Luna è ancora molto dibattuta tra i ricercatori. La teoria standard è detta ‘Ipotesi del grande impatto’ e suppone che all’inizio della storia del Sistema Solare, un oggetto massiccio abbia impattato contro la Terra, dividendola in due parti. La parte più piccola si sarebbe poi condensata in quella che oggi chiamiamo ‘Luna’.

Le simulazioni, però, suggeriscono che circa l’80 percento della massa lunare dovrebbe provenire dal corpo impattante, mentre solo il 20 percento dalla Terra. Questi dati sono difficili da conciliare con l’analisi della composizione delle rocce lunari, quasi identica a quelle terrestri.

Ma c’è un’altra teoria che potrebbe spiegare la somiglianza tra la composizione lunare e quella terrestre, nota come ‘Teoria della Fissione’, elaborata nel 1899 da Sir George Darwin, figlio del più famoso Charles.

L’idea è che la Terra e la Luna si siano formate da un unico ‘blob’ di materia fusa, il quale ruotava così rapidamente tanto che da equiparare la forza centrifuga a quella di gravità. In un sistema così instabile sarebbe bastato un piccolo ‘calcio’ per l’espulsione di un grumo di materia che poi sarebbe diventata la Luna.

L’ipotesi della fissione è stata studiata per 150 anni, ma alla fine è stata abbandonata perchè nessuno è stato in grado di capire da dove potesse provenire l’energia necessaria a produrre il ‘calcio’ che ha spinto la materia a formare la Luna.

Ora, De Maijer e Van Westrenen credono di sapere cosa abbia potuto produrre quel calcio. Come spiegano alla Nasa, la loro idea è che le forze centrifughe avrebbero concentrato elementi più pesanti come l’uranio e il torio vicino alla superficie della Terra. Elevate concentrazioni di tali elementi radioattivi possono portare a reazioni nucleari a catena, diventando supercritiche se le concentrazioni sono abbastanza alte.

La domanda è quanto concentrato fosse l’agglomerato di questi elementi. I due rispondono che la concentrazione sia stata abbastanza alta da formare un ‘reattore nucleare naturale’, capace di generare una reazione fuori controllo.

Quindi, sarebbe stata questa esplosione ad espellere nello spazio la quantità di materia che alla fine ha formato la Luna. “Un’esplosione nucleare è l’unica cosa che poteva produrre l’energia necessaria da espellere la Luna nello spazio”, spiega Van Westernen.

Secondo lo studio, una prova eloquente dell’esplosione nucleare sono le grandi quantita di elio-3 e xenon-136 presenti sulla superficie lunare. Inoltre, i ‘reattori nucleari naturali’ non sono affatto ipotetici.

Il più famoso si trova a Oklo, nel Gabon, non lontano dall’equatore. Si tratta di un reattore nucleare naturale in funzione da circa 1,5 miliardi di anni, fornendo segni rivelatori di grandi giacimenti di uranio, attualmente in estrazione. Insomma, a quanto pare siamo seduti su un immenso reattore nucleare!
 

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