Il Segreto Mitologico. Coincidenze nell’arte, nei miti e nelle leggende contemporanee

di Luca Falace, dal libro Il Segreto Mitologico. Coincidenze nell’arte, nei miti e nelle leggende contemporanee

IL MITO DEL PRIMO ESSERE COINCIDENZE TRA MITI

Nella mitologia greca sono descritti i vari prototipi della nostra specie. Il primitivo uomo-dio, non aveva nozione del bene e del male. Esso simboleggia l’unione dei due principi della creazione. L’elemento maschile e quello femminile. Nel Simposio di Platone, il commediografo Aristofane narra il mito delle due metà.

Erano i primi esseri, che per la loro potenza erano paragonati a dèi. Essi incutevano trepidazione alle stesse divinità. Zeus per tale motivo li divise in due. Un tempo gli umani erano esseri perfetti, e non vi era la distinzione tra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due, da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà: la perfezione.

Nel 385 a.C., circa, Platone compone il Simposio. La tematica centrale è l’elogio di Eros pronunciato attraverso sette discorsi, rappresentati da sette diversi personaggi. Il discorso dell’Eros è stato ripreso più volte dai filosofi greci. Si diceva che comunemente non si conosceva la potente natura dell’Eros.

Questa energia è in grado di far costruire palazzi, templi e grazie ad essa che si può trovare l’amore. L’Eros, in effetti, rappresenta nel misticismo orientale, l’energia sessuale della Kundalini, che se risvegliata ha un enorme potere creativo.

Il serpente in altri miti, invitò l’uomo alla scissione degli opposti. Questo animale ha molti ruoli nelle leggende, il più comune è la rappresentazione della materia, nel suo stato primitivo, negativo e in quello positivo. L’animale rappresenta anche la donna tentatrice di piaceri materiali, ma in alcuni popoli rappresenta la conoscenza.

L’energia Kundalini, nella filosofia orientale è rappresentata da una dèa, ma anche da un serpente. Nel momento in cui questa energia viene risvegliata, l’uomo deve essere in grado di saperla controllare, perché il suo stesso potere potrebbe deprimerlo.

Il messaggio originario era quello del controllo dell’energia attraverso l’illuminazione, come nell’Età dell’Oro. Sono in effetti, le stesse forze della materia che rappresentano il male. Queste devono essere trasmutate nelle forze del bene. Solo controllando il male, il bene può trionfare. La forza istintiva e materiale, l’energia sessuale, può essere impiegata per la creatività e la costruzione della nostra evoluzione mentale. Il controllo della materia avviene solo dopo un lungo esilio dalla materia stessa, attraverso la purificazione della meditazione. La filosofia orientale insegna che l’uomo saprà riconoscere gli opposti, il bene dal male, il buono dal cattivo, l’azione giusta da quella sbagliata, solo dopo aver conosciuto se stesso.

Molti miti raccontano che gli esseri umani, dopo la scissione, potranno accedere nuovamente al mondo dello spirito, alla dimensione Celeste.

In molti miti è narrata la storia del primo essere. Un’antica tradizione descrive il Primo Essere, Adamo, raffigurandolo come un essere androgino. Il nome Adamo in aramaico significa unico: Ad = Unico. Ad–am = Unigenito. Nella filosofia greca Adamo corrispondeva a Prometeo o Cronos. Secondo i mistici ebraici Cadmon, mentre per gli antichi egizi era Ermete, il messaggero degli dèi, per gli Indù Shiva. Nelle tavolette sumere, il biblico Adamo veniva chiamato LuLu.

Le leggende contemporanee vedono, in tale mito, la spiegazione del primo Uomo Sapiens della storia. Era la fusione dell’Homo Erectus con i geni degli dèi. LuLu, significa “colui che è stato mescolato”. Questa creazione è avvenuta circa trecento mila anni fa. Così fu creata anche Eva. La Genesi e l’Esodo furono scritti dalla classe di sacerdoti ebraici detti Leviti, nel 586 a.C.. Un periodo molto recente, se consideriamo il nostro ampio percorso storico. Questi sacerdoti ebraici furono condotti a Babilonia. Questa città si trovava nelle terre dei Sumeri. Come i Sumeri parlavano di Edin, il luogo dei giusti, così pure la Genesi ci parla dell’Eden Terrestre.[1] Le popolazioni del centro America, i discendenti dei Maya chiamano questo luogo Atzlan. E secondo la loro cultura, questo Eden si trovava al centro dell’oceano Atlantico, era dunque l’isola di Atlantide. L’Eden era il centro dove vivevano gli dèi. Il primo Adamo viene creato quindi maschio-femmina, cioè androgino ad immagine e somiglianza di Dio. Mentre il secondo fu creato dalla polvere della terra, e divenne poi un’anima vivente.

Il significato metaforico del primo Adamo Celeste racchiudeva dunque, ambedue le nature uomo-donna. Il mito potrebbe però anche essere interpretato, come la testimonianza dell’uomo rigenerato. La ricerca di quella forma Celeste perfetta, che era in origine. Questo ci fa capire quanto i miti siano collegati tra loro, e ci fa riflettere fino a che punto può esiste la coincidenza nella leggenda.

Il mito coincide con un altro mito, dal momento in cui l’uguaglianza degli archetipi nell’immaginario collettivo, interagiscono con una coincidenza di base universale. Essa risiede nell’inconscio dell’uomo. Questo importante collegamento coincide inoltre, con una verità storica nelle diverse tradizioni e periodi della storia degli esseri umani.

In ogni caso, l’uguaglianza logica degli archetipi non rivela il mistero della loro esistenza.

Le coincidenze storiche scaturiscono dall’evoluzione dell’uomo, esse sono legate attraverso gli antichi archetipi universali. Apparentemente, i miti sembrano tanti e diversi tra loro. Un’analisi più profonda rivela invece che molti miti sono legati da un’unica origine, che riaffiora in qualsiasi epoca attraverso le coincidenze.

L’analisi metodologica delle coincidenze storiche, deve essere effettuata osservando e comparando, le leggende attinenti alle varie Civiltà. L’unione di tutte le filosofie rende evidente il percorso dei miti, la mutazione ed il significato. Come abbiamo visto il mito della creazione è presente in tutti i miti. Questo è lo stesso messaggio originario, del ritorno al primo essere Celeste, attraverso il risveglio ed il controllo dell’energia dell’Eros.

Secondo la tradizione orientale, colui che riesce a domare gli istinti, ad avere il controllo di questa energia, significa che è riuscito a canalizzare dal primo Chakra l’energia latente, fino all’ultimo chakra. Precisamente il settimo, che corrisponde, nella tradizione ebraica a Keter, ovvero la corona, la prima Sefiroth.

Questa conoscenza dei Chakra, punti di energia, o delle dieci Sefiroth, la ritroviamo ad esempio sin dalle origini, nel caduceo del mitico personaggio greco Ermes, padre di Ermafrodito. Questo personaggio risale ai primordi della storia dell’umanità. Venne chiamato dai fenici Dio Taaytos. Gli egizi lo chiamavano Tat o Toyt, presso gli alessandrini era chiamato Thoth. Nel mito ebraico corrisponde invece al terzo figlio di Adamo ossia Seth, era dunque un antenato di Noè. Questo personaggio venne poi identificato con Ermes dai greci, e Mercurio dai romani. Ermes inoltre corrisponde alla mitica figura di Ermete Trimegisto, o Trismegisto. Ermes era il padre di ermafrodito e discendente maschio di Atlante. Quindi altro collegamento con il mito di Atlantide. Esso proveniva dalla civiltà atlantidea? Taay, Tos, Tat, Toyt, Thoth, Seth, Ermes, Ermete Trismegisto, o Trimegisto e Mercurio, sono tutti nomi di un’unica divinità, che a seconda di un determinato periodo storico, è stata vista in maniera diversa. Ermes il messaggero, faceva da mediatore tra uomini e dèi. Egli era in contatto diretto con gli dèi del cielo, e prendeva parte ai loro incontri celesti. Egli fu venerato come inventore della scrittura. Secondo la raffigurazione greca, veniva rappresentato con il famoso caduceo intorno al quale, vi erano avvolti due serpenti. L’attuale simbolo della categoria dei medici. Il caduceo, come il termometro, il cui il mercurio sale in alto se viene riscaldato.

Nelle mie ricerche sulla coincidenza simbolica, esso simboleggia l’energia che si trova nel primo chakra, kundalini, che sale fino al settimo chakra, se viene stimolata dal calore dell’Eros. Secondo le leggende contemporanee, invece, questo simbolo ricorda anche l’immagine del d.n.a.. Gli antichi, secondo i recenti racconti, conoscevano la genetica e facevano esperimenti di clonazione. La rappresentazione della verga, con il serpente avvolto su di essa è molto antica, si perde nella notte dei tempi. Quest’immagine è stata utilizzata da molte civiltà antiche e la ritroviamo anche sulle pitture rupestri, fino ad arrivare alla cultura ellenica. Il caduceo di Ermes è il simbolo della conoscenza, ed è stato ereditato in origine dal dio Esculapio, dio della medicina.[2] L’iconografia si trasforma in una verga, con due serpenti che si fronteggiano. Il simbolo si evolve nella stessa cultura greca. Lo ritroviamo nella raffigurazione di Ermes.

Come abbiamo visto, secondo la filosofia orientale Indù, nel primo chakra si trova l’energia latente. Questa è rappresentata figurativamente da un serpente attorcigliato su se stesso. L’energia dell’Eros, se utilizzata per scopi creativi risveglierebbe la Kundalini. Quest’energia salirebbe come il mercurio, fino al primo chakra posto sul capo. L’uomo otterrebbe così, l’unione degli opposti, il Risveglio, l’Illuminazione, la Conoscenza.

La potenza sessuale trasformata in energia intellettiva. L’efficienza materiale trasformata in energia immateriale, la vitalità terrena trasformata in energia Celeste. È un cammino arduo e difficile. Secondo la tradizione alchemica orientale, la stessa energia accumulata, se non è indirizzata per uno scopo potrebbe essere nociva.

In gran parte dei miti, possiamo dire che il messaggio dei primi esseri evoluti, che vissero nel Paradiso Terrestre o Età dell’Oro, della pace e del benessere, è stato trasmesso attraverso l’arte e i simboli. L’essere evoluto è un angelo terrestre, che aiuta gli uomini attraverso l’Amore evoluto ed incondizionato. Il suo messaggio è di pace, d’amore, di solidarietà, di virtù e conoscenza.

L’Uomo Celeste è un uomo che, come abbiamo detto, è uscito dalla ruota delle reincarnazioni. Egli può decidere di continuare la sua esistenza sulla Terra, per aiutare il prossimo ad evolversi. Egli possiede una percezione sensitiva elevata, dato che ha superato tutte le prove karmiche. La sua mente è sintonizzata direttamente con le sfere Celesti. Egli è un messaggero Celeste. È un Angelo Terrestre, in comunicazione con gli Angeli Celesti, che a loro volta sono collegati ad altre entità. La fantasia dell’uomo unita alla verità, da origine a nuovi miti, rigenerando così, la conoscenza degli esseri umani.

Note:

[1] Nel Cristianesimo il problema del mito del Paradiso viene affrontato, in maniera impeccabile, da Sant’Agostino: “Videbimus, amabimus, gaudebimus”. Dichiarando che la questione della credenza del Paradiso, non spetta alla fede, che ci fa Cristiani, e che si può credere, in torno ad esso, il vero o il falso senza alcun rischio di eterodossia.

[2] Esculapio, in Grecia, era raffigurato barbuto con questa verga. Intorno al bastone è avvolto un serpente, simbolo del sapere e della saggezza. Questo feticcio rappresenta l’albero della conoscenza.




Luca Falace, nato in Italia, il 15 Dicembre del 1970, Laureato alla Facoltà di Lettere all’indirizzo Storico Artistico Contemporaneo. Nella sua tesi in Antropologia Culturale sul fenomeno delle divinazioni, evidenzia la relazione con le origini dell’arte attraverso la ricerca della simbologia del mito, presente nelle tradizioni popolari. Insegnate di storia dell’arte, creatore di opere pittoriche e musicali, designer di prodotti industriali, ideatore di macchinari per il benessere del corpo umano e mediatore nel settore dei Brevetti Industriali Internazionali. Da oltre un decennio è impegnato nell’analisi antropologica dell’arte e nello studio degli eventi paralleli. Ha pubblicato con Iemme edizioni Il Segreto Mitologico e Il sincronismo creativo (2013).

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