E’ già partita da Gennaio 2017 e si intensificherà nel 2019. Ci sarà una nuova mini “era glaciale” sulla Terra. A sostenerlo sarebbero alcuni scienziati
preoccupati dall’immagini rilasciate dalla NASA. Nello specifico, a mettere in allarme gli studiosi sarebbero state le comparse di macchie solari sulla superficie del Sole.
Questa è la quarta volta in quest’anno che la faccia del Sole è apparsa liscia, e gli esperti sostengono che l’attività solare sia diminuita più rapidamente che in qualsiasi altro momento nel corso degli ultimi 10.000 anni, e che il punto più basso si dovrebbe raggiungere nel 2019.
Questa grande riduzione di attività potrebbe significare la Terra è in procinto di entrare in una fase fredda – l’ultima volta che le macchie solari sono scomparse a un ritmo così sostenuto hanno determinato l’avvento di una “era glaciale” che ha avuto inizio nel 15° secolo. Il meteorologo Paul Dorian al riguardo ha commentato. “È giusto dire che l’attività solare debole per un periodo prolungato di tempo può avere un impatto sul raffreddamento della troposfera, lo strato inferiore dell’atmosfera terrestre, in cui tutti viviamo”.
La teoria di metereologo è supportata da una ricerca guidata dalla professoressa Valentina Zharkov della Northumbria University, “Sono assolutamente fiduciosa nella nostra ricerca. Si basa su un buon background matematico e dati affidabili. I nostri risultati possono essere ottenuti da qualsiasi ricercatore e dati simili sono disponibili in molti osservatori solari”.
L’allarme era stato lanciato pochi mesi fa anche dalla professoressa Valentina Zarkhova, che sosteneva di aver trovato la ‘chiave’ scientifica per pronosticare i cicli solari. I quali, secondo le conoscenze attuali, si alternano alla cadenza di circa ogni 10-12 anni.
Il modello messo a punto dal team della Zarkhova si basa sull’effetto ‘dinamo’ tra i due strati del sole, uno vicino alla superficie, l’altro al ‘cuore’della zona convettiva.
Secondo l’indagine il ‘ciclo-26’ del Sole – che corrisponde al decennio 2030-2040 – le due ‘onde’ di attività della stella andranno completamente fuori sincronia. Raggiungendo cioè i propri picchi esattamente nello stesso momento ma sugli emisferi opposti del Sole, annullando di fatto reciprocamente le attività dei due strati della stella.
“Quando si verifica una fase di ‘separazione totale’ tra le due onde di attività solari – ha spiegato Zarkhova – si verificano le condizioni osservate l’ultima volta durante il periodo cosiddetto ‘Maunder Minimum’ di 370 anni orsono”. Il nuovo modello – secondo la stessa Zarkhova – ha dimostrato una precisione del 97% nelle previsioni.
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Articolo di Ambra Guerrucci:

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