La Terra è un enorme penitenziario viaggiante

Rocco Bruno



Finalmente "ho capito", dopo mesi di messaggi, commenti, opinioni, obiezioni di ogni genere, dopo mesi che mi sono spaccato la testa a cercare di far capire l'ovvietà della nostra condizione di umani, finalmente ho capito non c'è niente che non vada in questo pianeta e men che meno nelle persone, esse perpetrano "se stesse", non c'è niente di sbagliato, di ingiusto in questo luogo, esso è il riflesso dell'inconfessabile verità della sua natura e del suo "scopo": La Terra è un enorme PENITENZIARIO, un gigantesco "Istituto correttivo" viaggiante, una prigione vasta quanto il pianeta, e le condizioni di vita stabilite sono la conseguenza, sono il frutto della nostra "natura" inumana e questo ci sta inesorabilmente conducendo alla degenerazione di quel poco che restava dell'individuo o elemento animico o soggetto esserico, l'embrione esserico. 
La causa principe è un abuso incessante e totale dell'"intelletto", della funzione dell'intelletto a discapito della "conoscenza" e dei doveri verso l'"Essere" impersonale.

Siamo stati relegati in questo luogo alla periferia dell'universo per darci un opportunità di cambiare, la prigione è la nostra stessa presunzione, è la mente, l'abuso di questo strumento, siamo carcerati, siamo stati isolati dal resto dell'universo per evitare che creassimo ulteriore danno. 
Non siamo mai stati sulla luna perchè nessun essere umano può uscire dall'atmosfera del pianeta se non si è purificato. Il recinto è l'atmosfera stessa. 

La terra è un "istituto correttivo" dove nessuno può correggerci, perché siamo noi a dover capire i nostri "errori", i nostri peccati veniali e porci rimedi, perché è questo l'unico modo per acquisire consapevolezza e integrità. 

Dopo mesi attraverso i quali non riuscivo assolutamente a capire come si potesse delle volte essere così ottusi dal realizzare un mondo così decadente, così dementi, così idioti (dalla radice greca "particolare") così come ci manifestiamo costantemente e collettivamente come umanità, e poi finalmente ho capito... 




Non potevamo fare altrimenti, perché non vediamo, non abbiamo coscienza e fintanto che non ne daremo prova ed espressione resteremo qui. 

Stiamo morendo a causa di questa "testa", questo mentale, come lo chiamerebbe qualcuno, o la "regola", come lo chiamerebbe qualcun altro (anche se il problema non risiede nelle regole che ci siamo dati o che ci sono state imposte, non è solo questo, è proprio "pomposità", arroganza, prosopopea, amor proprio) che abbiamo creato usando male l'intelligenza in chissà quale altro luogo. 
La cosa più tremenda è l'oblio, è una mente ottenebrata dal mare di scemenze su se stessi che sciacquano la nostra auto idea. Sappiatelo: siamo la veccia dell'universo toccati dalla compassione della Dama, la Natura di questo pianeta che ci ha voluto accogliere per darci un occasione e noi la stiamo ripagando depredandola. 

Chi sono io per dire tutto questo? Chi mi credo di essere? Nessuno. 

La differenza tra me e voi non consiste nel mio sapere o in chissà quali facoltà, ma nell'aver fatto mia, nell'aver compreso, cioè, con chiara consapevolezza proprio quello che affermo. La differenza consiste nell'avere consapevolezza del nostro "destino", che non è qualcosa di prestabilito, ma qualcosa di inevitabile fintanto che resteremo nella nostra ignorante convinzione e presunzione di sapere. 

La Terra altro non è che il luogo nel quale, per ragioni che dipendono dal suo stesso "scopo" o funzione, tenere quelle essenze che non hanno saputo cibarsi dell'albero della vita, l'eone Sofia che si è fatta affascinare dalla falsa luce della dialettica. Essenze circoscritte in un area riservata per evitare di nuocere al resto dell'universo, nell'attesa che da sole giungano alla comprensione della loro "perversione". Pertanto tutta l'umanità perpetra questa tendenza, non può farne a meno, ne è soggiogata perché è da lì che è nata, è da lì che è uscita; tutti in un modo o nell'altro perpetriamo il nostro peccato originale, ovvero l'arroganza dell'intelletto alterato che nulla ha di paragonabile con l'intelligenza, l'ispirazione, la natura di un pensiero ispirato, l'autentica "gnosi" dei nostri antenati, la conoscenza che non passa dal sapere una cosa, dall'avere l'informazione, ma dal conoscere le sensazioni che quella stessa informazione, quando ci perviene, ci provoca. 
E' la differenza tra una persona "intelligente" ed un "erudita". 

Eppure nonostante questo la Madre, la nostra signora, Maria, la Dame, ha compassione per i suoi figli e cerca in tutti i modi di aprirgli una via che non non può essere vista, può essere però percepita, e che è in questo che sta consistenza della "visione" dei saggi, ... nessun aura, o doppio eterico o altro, quelli sono solo effetti collaterali che essendo tali ci spiegano il perché del fatto che per lo più le persone dotate di questo potere non manifestano nessuna attitudine all'intelligenza, ... vedere non significa necessariamente capire, comprendere e quanto meno esserci. La "visione" è uno stato interiore col quale osserviamo la nostra stessa prigione, e siamo capaci di pentirci, ... ecco perché Pistis Sofia non può che passare per tutti i suoi "pentimenti" se vuoi ritornare all'ineffabile. 

Siamo noi a realizzare il nostro pensiero, ed i nostri pensieri sono proprio cioè che ci tradisce davanti alla coscienza, tanto più che le nostra abitudini mentali generano sostanza tossiche per il nostro corpo. E' così che attraiamo le circostanze e gli eventi che ci corrispondono e che solo la disattenzione, la mancanza di osservazione, di ascolto e di coscienza dei nostri stati che ce li fa apparire improvvisi, inaspettati. E' l'umore a generarli, un umore determinato dal nostro "pensiero", da come noi "pensiamo" la vita, le cose e le persone. E' il nostro atteggiamento mentale, il filtro con cui osserviamo e soprattutto interpretiamo e crediamo di conoscere la vita, a realizzare quello che poi apparentemente sentiamo di subire. Mai come oggi l'eliminazione sistematica di questi stati è diventa cardinale e necessaria.

Non c'è niente che dobbiamo sviluppare, dobbiamo solo morire, morire alla nostra umanità, l'ego separa, non esiste un "IO" superiore, o profondo o altro, l'io" è sempre separazione e le sua passioni sono le nostre trappole, le nostre catene, noi crediamo di essere lui, e quindi ci difendiamo, ci giustifichiamo, ci lamentiamo, correggiamo gli altri per poterci sentire migliori, li giudichiamo e prendiamo tutto in modo maledettamente "personale", dominati dalla necessità di difendere questa falsa identità o personalità, che è lo strumento dell'ego per mantenersi in "essere".

Se siamo capaci di intendere questa visione, le analogie che potremmo trovare od osservare con le carceri che abbiamo costruito nel mondo diventano un opportunità per conoscere questa umanità, ... ecco perché ci sono tutti questi "ladri", "corruttori" e "malfattori" a vario titolo e che più lo sono e più ricopriranno proprio le più alte cariche di governo, non potevamo che eleggere dei degni rappresentanti della nostra corruzione interiore. Analogia e corrispondenza. Come in una qualsiasi prigione anche nel mondo, essendo esso stesso tale, troviamo in giro apparentemente a piede libero chi ruba, chi corrompe, chi traffica, chi molesta, chi violenta, chi uccide, ..., chi si è adattato, chi si è assuefatto. talmente assuefatto che ha paura di tornare nel mondo libero o nei cieli e cerca di evitare che altri ci tentino solamente, dovessero restare senza compagnia o soli. E come in un qualsiasi carcere probabilmente ci saranno quelli che sono in prigione per un errore giudiziario che è poi come dire che non sono stati abbastanza attenti da non finirci, e poi ci sono i delinquenti cronici, quelli che non sono riusciti ad imparare niente dalle loro stesse opere, e ci sono poi quelli che arredano la loro cella, guardano fuori e si creano l'illusione che siccome lo vedono sono liberi. Niente di più incredibilmente falso, siamo chiamati ad un lavoro interiore di trasformazione della nostra materia oscura, alla purificazione del nostro essere dai "peccati" capitali e vizi veniali di cui ne siamo tutti pieni, ... la nostra pigrizia consiste nel correre continuamente dietro a falsi traguardi per non doverlo realizzare questo lavoro. 

Ciò che noi facciamo, ciò che noi pensiamo, ciò che noi amiamo è completamente condizionato dai questo ed è in questo che consista la differenza tra voi e me, io ho capito che è proprio così, e non mi faccio più illusioni, mi anima solo la volontà di cercare finalmente una via di uscita, non un piano di evasione, ma un autentica personale purificazione che mi permetta di uscire dalla porta principale delle carceri. "Guai a voi anime prave, non ispirate mai (fintanto che difendete abitudini e le giustificate, riferito al "mai") di riveder lo cielo" - è per tutti coloro che scelgono l'Inferno in terra, invece di cercare la purificazione del purgatorio, sempre in terra. Liberarsi richiede necessariamente lavoro, quel lavoro che non vogliamo fare, e di cui ci piace invece tanto parlare, opinare, dubitare, ... è necessario un "lavoro", e non uno "qualsiasi". Tutto qui "divide" (secare, sesso) l'uomo, ecco perché solo l'Alchimia gli permette la perfetta unificazione interiore. 

"Dubbi, paure, scetticismo ... sgombra la tua mente"!

Inutile sottolineare che nessuna ricerca attualmente possibile ci può aiutare senza un intervento radicale in noi, nessuna delle nostre manie compulsive nel tentativo di cercare libri, corsi, guru, maestri a vario titolo, è motivata da una convinzione terrificante e di fondo che non siamo all'altezza di niente di ciò che ci accade senza di loro, l'incrollabile paura di quello che potremmo trovare dentro ci fa talmente terrore che ci spinge meccanicamente ed inesorabilmente a cercare all'esterno quello che solo dentro possiamo trovare.



Cercare fuori le soluzioni ai nostri problemi è la nostra più preoccupante debolezza. 

Non saremo all'altezza dei tempi che verranno perché abbiamo perso le potenzialità di base per sopravvivere, abbiamo delegato fuori ai nostri carcerieri la preoccupazione di darci pane e acqua ed un alloggio, ed adesso che temiamo il crollo della prigione cerchiamo i misteri in 4 mosse. 
Quando e se la prigione crollerà, e non mi riferisco al pianeta adesso, ma al sistema economico-finanziario-politico-sociale e dei consumi, non resteremo che col terrore della nostra inadeguatezza, ecco perché chi può si salvi, costruendo, attraverso l'eliminazione di ogni dipendenza, ogni abitudine, ogni atteggiamento, qualcosa di consistente dentro. Quello sarà l'unica cosa che resterà, e cioè quello che siete, smettete di nascondervi, solo così potete cambiare, smettere di cercare, lavorate con quello che avete appreso. 

Dovete rivolgervi dentro, dentro c'è tutto ma dovete sapere cercare, ... e siccome sono certo che questo discorso non verrà realmente compreso, sappiano coloro che credono che lo stanno già facendo che si accertino che abbiano in realtà incontrato solo il loro personalissimo "io" spirituale, perché per compiere un opera simile devi aver incontrato l'Alchimia, quel genere di ALCHIMIA che non ha nulla a che vedere con quello che uno possa aver potuto o pensato di aver appreso su di Ella nei libri o similari, perché lo strumento efficace risiede in quello che Ella cela, piuttosto che in ciò che rivela. Siete fregati, letteralmente fregati, perché per contare qualcosa dovete morire, morire dentro non fisicamente, per nascere una seconda volta.

I maestri non scendono dal cielo, si sollevano dal fango della terra. Serve dare e fare pratiche, serve capire. 

Il lavoro su di se è l'antidoto perché è l'assenza di pratica ad aver reso infermi i nostri organi in quella parte che sarebbe in grado di produrre energie, diciamo, superiori, inteso come intensità vibratoria, utili alla nostra rivoluzione, partendo da una sorgente inferiore; quest'energia altro non è che il "lavoro su di se" in se stesso, l'energia è il lavoro che un corpo o un sistema può e dovrebbe compiere, cosa impossibile fintanto che albergherà nell'individuo l'attuale mentalità. 
Siamo tenuti a decantare in questo luogo fino a quando non decideremo, fintanto che non sentiremo l'esigenza, la necessità di iniziarlo questo lavoro e di portarlo a compimento. 
Un solo pensiero non basta dobbiamo volerlo con tutto il nostro essere e per lungo tempo, dobbiamo sentirlo come una profonda necessità di fondo, e questo non può essere un capriccio momentaneo o una passeggera curiosità. Il "lavoro su di sé" deve diventare l'unico valore nella nostra vita. Lo scopo è divenire un altro "uomo" ed un altra "donna", completamente differenti da quello che conoscete, nulla di ciò che adesso credete di essere resterà o può restare. 
La rivoluzione è un eccezione, non la regola, la regola qui è tenervi sotto controllo, tenervi circoscritti perché siete pericolosi, schegge impazzite che potrebbero contaminare altri sistemi. 

Se penso a certe cose che sentii anni fa in merito all'eventualità che entrando in contatto con altre forme di vita l'istituzione ecclesiastica si stava predisponendo all'evangelizzazione di questi eventuali esseri, rabbrividisco, di fronte alla loro raccapricciante precisione nel perpetrare la loro stessa follia. 


E voi, spiritualisti e ricercatori nel "tempo libero", praticanti dei "week end" di massaggi vibrazionali o dell'apertura dei chakra, vi attribuite facilmente la possibilità che siete a conoscenza del vostro destino divino e pensate ingenuamente di poterlo utilizzare e controllare. Se pensate di avere un anima o ne avete un bagliore, questo non significa che voi siate quell'anima, c'è una sostanziale differenza in questo. Resterete relegati qui fintanto che questa ambizione non sarà esaurita, il vostro più grande errore è credere di possedere realmente tutti i vostri attributi "divini", non avete fatto nessuno sforzo per recuperali e quindi non c'è ragione per cui li dobbiate aver acquisiti. 

Non conoscete cosa sia la coscienza perché non ne comprendete la sua natura mutabile, credete che sia qualcosa di permanente, ed invece essa è una corrente ondulatoria, la coscienza di un uomo non resta mai nel medesimo stato, ecco perché a volte c'è ed altre volte non c'è affatto, credete che ci sia, ma non è così, per voi la coscienza si manifesta in modo incontrollato o inaspettato. Non avete nessun dominio di essa perchè non sapete come fare. Emerge allorquando veniamo toccati da un grave problema che riguarda direttamente voi o qualcuno della vostra famiglia, in momenti di pericolo imminente o nelle situazioni completamente nuove. Lì allora il velo scende, e voi vi sentite nudi ed a quel punto invece di restare davanti al quell'assenza, a quella totale inadeguatezza, cercate immediatamente di sostituire quella sensazione con una qualsiasi sostanza prodotta dalla nostra assurda illusione.

Potete tentare tutte le pratiche di osservazione e ricordo di sé che volete, ma senza questa conoscenza siete destinati a fallire. La coscienza è amore verso se stessi.

La vostra illusione di unità (con dio o in voi stessi) è stata creata in voi per tenervi inoffensivi ed ancora qui. Solo l'uomo penitente, colui che sarà in grado di cambiare l'immutabilità della sua falsa personalità, potrà realmente uscire dalla porta principale della prigione, gli altri cercheranno solo espedienti ed improbabili piani di fuga ... ma avete idea con quali forze ci confrontiamo? Nessuno può permettersi di uscire qui se non ha compiuto la giusta correzione di rotta. 

Guardate l'astrale, come lo chiamate voi, è pieno di tutte quelle anime dei defunti che perpetrano anche da morti i desideri del loro ego, ... quello che vogliono è andarsene, ma non possono, pensavano che morendo si sarebbero liberati, che sarebbero tornati a casa, ma non è stato così, qui devono restare fino a quando non si saranno purificati della loro "perversione". L'inferno è la degenza, il purgatorio la strada per uscire, ... solo l'anima purificata può uscire da questo Penitenziario.


Adesso mi è tutto più chiaro, non siamo in prigione per ingiustizia, o per crudeltà degli dei, o per colpa degli Arconti, di un Dio malvagio o di chissà cos'altro o qualcun altro, siamo schiavi perché ce la siamo GUADAGNATA la nostra condizione di schiavitù con l'ostinazione!

Concludo dicendo che prima di tentare qualsiasi genere di comprensione di ciò che siamo è necessario sapere "dove" siamo. Certo siamo sulla Terra e dove se no? E' vero siamo sulla Terra e questo è certo, ma è certo che non abbiamo capito cosa sia la Terra. Terra è il nome che noi abbiamo dato a questo vascello spaziale che ha una precisa direzione e missione o compito, nulla a questo mondo esiste senza una ragione, non siamo un caso "cacato" nella periferia dell'universo. 


A cosa serve la Terra? Qual'è il suo scopo, la sua funzione? 

La scienza conosce pressapoco come funziona l'universo, ma non si pone la domanda più importante e cioè a cosa esso possa servire. Non se lo chiede nemmeno, questo perchè fondamentalmente non gli interessa, gli interessa razionalizzare, stabilire, misurare, raccogliere dati, informazioni fine a sé stesse per alimentare il personale bisogno di considerazione dei suoi attori. 
Rari sono i sinceri ricercatori ed appena mostrano la testa, zac ... E' cosi con tutte le cose, con il sole ed i pianeti, con la natura e l'uomo, questo perchè non abbiamo appreso ancora la lezione più importante.


Nessun commento:

SEGUITECI SU FACEBOOK!!!
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...